

Il Sindaco vuole davvero far pace con gli automobilisti?
Miracolo!
Dopo cinque anni, Lepore ha scoperto che c’è chi l’automobile non la usa perché ama inquinare, ma perché ne ha bisogno per andare a lavorare e sopravvivere.
Wow, meglio tardi che mai.
Ma vi faccio una domanda: secondo voi ha davvero capito il concetto? O invece sta capendo che perderà le prossime elezioni?
A me sembra talmente spaventato, tanto da perdere la bussola e, dopo anni di amministrazione, dove ha spremuto gli automobilisti come mucche da latte, fa una piroetta politica, rinnegando completamente se stesso e la sua giunta.
Ma a Bologna quelli che vendono fumo e chiacchiere li chiamiamo cioccapiatti.
Tutto quello che ha sostenuto fino ad oggi è stata una lotta ideologica agli automobilisti. Sempre meno parcheggi, ma più costosi. Multe da ogni dove, corsie sempre più ristrette, strade più dissestate e limitazioni prive di senso che allungano nuovamente i tempi di percorrenza e, di conseguenza, i tempi di vita.
E per chi lavora con l’auto, fasce orarie per consegnare le merci impossibili e piazzali di sosta per il carico e scarico totalmente inadeguati.
Gli artigiani poi a fare i lavori in centro non vengono più, se non chiedendo il doppio, perché mettono in conto il tempo perso per i parcheggi e la probabilissima multa.
E ora possiamo credere che il nostro sindaco sia stato fulminato sulla via di Damasco?
Non so voi, ma io non gli credo. Per questo ho fondato Uniti per Bologna e da mesi diciamo che bisogna cambiare marcia sulla mobilità.
Da una parte lavorare sul trasporto pubblico locale con convinzione, partendo dal Servizio Ferroviario Metropolitano: parcheggi scambiatori non in periferia, ma nelle città dell’hinterland; realizzare le fermate che mancano; aumentare la frequenza delle corse; prevedere servizi attivi anche la notte; portare il trasporto pubblico nelle zone non servite; creare la prossimità con un bike sharing ordinato e libero dai giochi politici, capillare nella città, senza mezzi abbandonati per strada o sui marciapiedi.
Infine, riformare SRM, l’Agenzia metropolitana per la mobilità, partendo da gare vere per l’affidamento del trasporto pubblico, per avere i migliori servizi al prezzo più basso possibile.
Ma soprattutto, basta con la criminalizzazione degli automobilisti.
Ci vogliono parcheggi, prezzi accessibili e il traffico va fluidificato.
Prima si creano le alternative, poi si chiede alle persone di cambiare.
Chi guida un’automobile non è un bancomat da spremere fino all’ultimo euro.
Voi gli credete ancora?






