Vale l’auto-assoluzione?

Questo è ciò che avevo scritto sotto il video di Lepore. Purtroppo sono arrivato tardi, perché al momento di postare aveva già limitato i commenti. Poco male, lo pubblicherò qui, tanto so che mi legge.

Prima però vi riassumo ciò che ha dichiarato nella sua auto-arringa difensiva in Consiglio comunale:

“sono stato bravo e umano, l’ho sempre fatto perchè a Bologna è la regola.”

Il problema è che, nella sua difesa d’ufficio, si smentisce da solo. In tutti i casi di cui parla, non aveva mai convocato lui stesso, il giorno della morte, una manifestazione in piazza. Tutt’altro. Erano tutti presidi giusti, nei luoghi a cui la vittima era legata e nati da amici, colleghi, famiglia. L’unico evento che ha davvero politicizzato e convocato è stato quello dei noti disordini.

Il mio commento:

“No, Matteo, quella che stai raccontando è l’ennesima favola autoassolutoria. Nel caso del ragazzo accoltellato in stazione, sono stati i colleghi e i sindacati a convocare e organizzare il presidio, non in piazza e non tu. Questa è l’unica occasione legata ad un fatto di cronaca in cui tu hai convocato la piazza in pieno centro, ed era la più sbagliata tra tutte, vista la tensione sociale alle stelle. Tutti ti abbiamo avvisato del rischio. Non hai ascoltato nessuno, cercavi visibilità ma ti è andata male. Sarebbe bastato recarsi al Pilastro dalla famiglia, anche privatamente, senza riflettori, per far sentire la propria vicinanza. Invece hai creato enormi problemi a tutti ed esasperato il clima. Autoassolversi continuamente non risolverà i problemi e riconoscere i propri errori e chiedere scusa è un pregio, non un difetto.

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