In Italia non paga mai nessuno

Avete sentito l’ultima sul tram?

L’autobus non ci passa, devono restringere il marciapiede. A Corticella invece hanno dovuto allargarlo, perchè non ci passavano le carrozzine dei disabili.

Sospendendo per un momento la discussione sull’aspetto trasportistico della tranvia, sul quale si possono avere punti di vista diversi, mi chiedo come si possa ancora difendere la cantierizzazione, il progetto esecutivo e, soprattutto, le modalità di realizzazione. È stato un disastro sotto ogni profilo.

Nemmeno il rispetto dei tempi, che era uno dei loro principali vanti, è stato mantenuto. Ricordate quando Campaniello disse che a luglio il primo tram avrebbe circolato a Borgo Panigale? Ecco.

Nessuno risponde mai degli errori commessi o delle previsioni sbagliate. E la cosa più grave è che, in nome del risultato, in questo cantiere sono state sacrificate la sicurezza sul lavoro e la legalità, come dimostrano gli interventi dei Carabinieri. Si è derogata la tutela del patrimonio arboreo, archeologico, il rispetto degli orari notturni e di riposo. Nemmeno il buon contenimento delle polveri durante le demolizioni.

Ci sono parti dell’opera, non ancora inaugurate, già danneggiate. L’organizzazione è stata talmente carente che spesso chiudono, rifanno l’asfalto e poi devono riaprire perchè hanno dimenticato qualcosa. Le rotture ai tubi dell’acqua e del gas non si contano più.

E poi l’informazione lacunosa. Strade chiuse o percorsi modificati senza un adeguato preavviso ai residenti. Persone rimaste bloccate nei propri passi carrai o perse in un labirinto di strade e deviazioni.

Pendenze realizzate in modo errato che hanno allagato i locali dei commercianti. Scarichi fognari ostruiti dai lavori.

Potrei continuare.

Ormai non stiamo più discutendo dell’idea della tranvia in sé, ma di come quell’idea è stata realizzata. Perché quanto accaduto ci dice che a Bologna il modo di progettare, controllare ed eseguire i lavori pubblici necessita di una profonda rivisitazione.

In ultimo ma non per importanza, la quantità dei negozi e delle botteghe storiche chiuse o andate in crisi per via dei cantieri e del ridotto passaggio. A fronte di centinaia di milioni di euro di appalti, non è stato previsto né stanziato alcun fondo sociale di sopravvivenza. L’ultima attività ha chiuso proprio oggi dopo 28 anni di apertura.

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