Non è un post sul tram. È un post sul fallimento di una classe politica.

È ufficiale, siamo all’improvvisazione più totale: il tram si fermerà a San Donnino. Un intero quartiere, il Pilastro, verrà tagliato fuori dal progetto. La famosa periferia sempre al centro degli slogan.

Perché è successo? Il comune ha basato un’infrastruttura da un miliardo di euro su un ponte autostradale non agibile per il tram (34 metri di vettura), senza avere la certezza e le relative garanzie in solido che quel ponte sarebbe stato sistemato dal suo proprietario, ovvero Autostrade S.p.A.

Risultato? Un’opera monca, che perde senso e funzione nonostante le tante difficoltà sopportate dai residenti della zona.

La linea, che doveva collegare due poli opposti della città, era il progetto di punta dell’amministrazione, quella da cui è partita la grande abbuffata del PNRR e su cui il sindaco più di tutte ha messo la faccia. Quella più urgente, seppur la più critica per via del ponte, perché si doveva aprire la via alla mega speculazione immobiliare nell’area del CAAB su cui gli amici/ex assessori si erano già messi al lavoro.

E che questa fermata sia saltata non è un male, ma lo stesso non si può dire per chi abita a nord est di Bologna. I disagi per la cittadinanza tagliata fuori dal percorso saranno importanti. Si chiama tecnicamente rottura di carico e, in mobilità, è una sciagura. Sarà a rischio anche la validità oraria del biglietto, perché si perderà molto più tempo.

Avete mai visto un tram che collega il centro con il centro? Sembra una barzelletta, vero?

Sento già le voci che urlano al complotto: “Ha stato il governo!!” Che poi è la hit 2026 di Lepore. Di colui che non si prende le proprie responsabilità.

Infatti il rifacimento del ponte ufficialmente è saltato per lo stop ministeriale al “Passante” su cui però, Comune e Governo hanno giocato allo scaricabarile.

Non è stato un fulmine a ciel sereno. È da due anni che sottobanco Lepore & Co. sanno che l’opera non si farà. Il PD poi è sempre andato a farfalle sul tema.

Per anni volevano il Passante Nord. Quella bretella che tagliava tutta la campagna, con le relative colate di cemento (avevano già i progetti per le lottizzazioni in tasca). Poi hanno progettato un Passante più breve, perché avevano problemi con i loro sindaci, ma neanche quello andava bene. Alla fine hanno scelto la soluzione del Comitato che si batteva contro il Passante Nord, dopo averlo contrastato per 10 anni ed è quindi nato il Passante di Mezzo.

Sarà la volta buona? Hanno investito tempo e soldi per poi capire, dopo le furenti proteste dei comitati cittadini, che a Bologna quel progetto era impresentabile e che avrebbe distrutto tutto il loro finto marketing green (washing).

A quel punto hanno lasciato, da vili, che fosse il ministro Salvini a fermare l’opera (dopo però aver già abbattuto una marea di alberi). Ma questo, ripeto, lo sapevano da almeno due anni. Non solo quindi hanno fatto un azzardo di questo tipo, una scommessa sulla pelle della città che ha prodotto “un’anatra zoppa”, ma non avevano neanche un piano B. E non l’hanno nemmeno cercato. Questo è l’aspetto più preoccupante. Lo so che non mi credete, ma è così. A tutt’oggi, dopo che il Comune ha annunciato quest’opera mutilata, non sappiamo quale sia l’alternativa e che fine faranno le linee di bus che incrociano il tram e il Pilastro.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Ah, dimenticavo la parte più tragicomica: Lepore ha voluto tranquillizzare dicendo che l’opera si farà lo stesso e in tempi brevi. Certo. Non ci sono i soldi, non c’è il progetto, non c’è l’accordo con Autostrade. Non c’è nulla. Nulla. E se l’avessero davvero voluta fare, avrebbero realizzato il percorso di tram oltre il ponte, lasciando solo da completare il ponte stesso.

Si sa: in Italia quando una cosa è provvisoria diventa definitiva.

E poi: dieci anni che promette lo stadio e lo stadio non c’è. Il Passante, promesso invece da quasi vent’anni. Fico che doveva essere un museo internazionale ed è diventato una mangiatoia. Fallita.

Non ti crediamo sindaco. Forse nel 2050. Ma la pazienza di tanti bolognesi è già finita.

Solidarietà ai residenti del Pilastro.

Dobbiamo tutti fare rete per le prossime elezioni. Basta inetti nella stanza dei bottoni.

Compila il modulo per rimanere aggiornato

Protetto da
Shield Security