AD ESSERE PRESI IN GIRO SONO PRINCIPALMENTE I LORO ELETTORI
Facciamo chiarezza.
La nuova ordinanza segue le indicazioni del TAR, ovvero dettaglia le motivazioni strada per strada, generando un’istruttoria di 11.000 pagine elaborata con l’intelligenza artificiale e dei copia/incolla.
Il problema è che queste motivazioni continuano a non essere conformi con il Codice della Strada.
Perché hanno fatto questo?
Se non l’avessero fatto Bologna 30 sarebbe decaduta come da sentenza del TAR, avrebbero dovuto togliere tutti i cartelli e generato un danno erariale per tutte le spese sostenute per l’ordinanza.
Per evitare ciò, quindi, la si doveva ripristinare ad ogni costo e anche in fretta.
L’ARROGANZA DEL POTERE
Se oggi si ritornasse al TAR si vincerebbe nuovamente la causa.
Il problema è che per noi cittadini fare ricorso costa dalle 7000 alle 9000 euro senza rimborso in caso di vittoria. Il Comune invece si difende con i nostri soldi e potrebbe in questo modo andare avanti all’infinito.
Questo lo abbiamo visto anche nel caso di Vicolo Bolognetti.
I CONTROLLI
Li stanno facendo unicamente nelle vie congrue al Codice della Strada.
Invece nella maggior parte delle strade illegittime (circa il 90%) abbiamo la certezza che non ci sarà mai un controllo, perché il rischio che non correranno è che qualcuno possa fare ricorso e vincerlo, facendo cadere il castello di carta.
Adesso io mi chiedo se questo modo di fare le cose sia accettabile in un paese civile.
Presto smetteranno anche di fare i controlli nelle vie idonee perché si avvicinano le elezioni e risulterebbe alquanto impopolare.
Cosa rimane? Una grandissima presa per i fondelli: ideologica, demagogica e che nessuno rispetterà nella sostanza.
Perché quando le cose sono fatte con i piedi alla fine rimane solo “fumo negli occhi”.




