Bologna 30 (secondo tentativo)

AD ESSERE PRESI IN GIRO SONO PRINCIPALMENTE I LORO ELETTORI

di Alessandro Guidetti

Facciamo chiarezza.

La nuova ordinanza segue le indicazioni del TAR, ovvero dettaglia le motivazioni strada per strada, generando un’istruttoria di 11.000 pagine elaborata con l’intelligenza artificiale e dei copia/incolla.

Il problema è che queste motivazioni continuano a non essere conformi con il Codice della Strada.

Perché hanno fatto questo?

Se non l’avessero fatto Bologna 30 sarebbe decaduta come da sentenza del TAR, avrebbero dovuto togliere tutti i cartelli e generato un danno erariale per tutte le spese sostenute per l’ordinanza.

Per evitare ciò, quindi, la si doveva ripristinare ad ogni costo e anche in fretta.

L’ARROGANZA DEL POTERE

Se oggi si ritornasse al TAR si vincerebbe nuovamente la causa.

Il problema è che per noi cittadini fare ricorso costa dalle 7000 alle 9000 euro senza rimborso in caso di vittoria. Il Comune invece si difende con i nostri soldi e potrebbe in questo modo andare avanti all’infinito.

Questo lo abbiamo visto anche nel caso di Vicolo Bolognetti.

I CONTROLLI

Li stanno facendo unicamente nelle vie congrue al Codice della Strada.

Invece nella maggior parte delle strade illegittime (circa il 90%) abbiamo la certezza che non ci sarà mai un controllo, perché il rischio che non correranno è che qualcuno possa fare ricorso e vincerlo, facendo cadere il castello di carta.

Adesso io mi chiedo se questo modo di fare le cose sia accettabile in un paese civile.

Presto smetteranno anche di fare i controlli nelle vie idonee perché si avvicinano le elezioni e risulterebbe alquanto impopolare.

Cosa rimane? Una grandissima presa per i fondelli: ideologica, demagogica e che nessuno rispetterà nella sostanza.

Perché quando le cose sono fatte con i piedi alla fine rimane solo “fumo negli occhi”.

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