Guardate questa scarpata di RFI. Hanno raso al suolo km di vegetazione lungo la ferrovia tra San Donato e San Donnino, nel pieno della stagione di nidificazione, cosa vietata dalla legge.
Non stiamo parlando di erbacce secche o di alberi pericolanti. Qui viveva un piccolo ecosistema. Uccelli coi pulcini affamati nei loro nidi, piccoli mammiferi con le loro tane, rettili, insetti impollinatori. In poche ore è stato cancellato tutto con motoseghe e decespugliatori.
Fino al 15 luglio è in corso il periodo di nidificazione, tutelato dalla normativa europea e nazionale sulla protezione dell’avifauna.
Tagliare nelle scarpate è lecito, farlo ora no.
Abbiamo un regolamento del verde urbano (pubblico e privato) e delle leggi nazionali che il comune non fa rispettare.
Una città che si riempie la bocca di sostenibilità ma che in realtà non ama la natura.
Bologna deve tutelare il suo verde, non devastarlo.

PS per i commenti
No, non ricrescono in due mesi tronchi come quelli.
No, non c’era un problema di sicurezza vista la distanza e il declivio.
No, non è pulizia ciò che fanno. È incuria prolungata e poi, nel pieno della primavera, potatura selvaggia.
Si, mancando le alternative in città la vita cresce anche ai bordi delle ferrovie, nonostante il rumore.
Si, come ho già scritto ha tagliato RFI e la critica al comune è di mancato controllo nonché di non interessarsi alle tematiche ambientali. Interventi di greenwashing a parte.
Quegli alberi (soprattutto acacie) se proprio fosse stato necessario tagliarli, si sarebbe dovuto procedere in inverno, non ora che svolgono una funzione per la biodiversità.





