“Terra chiama Sindaco… Sindaco, sveglia!”

Un’onda popolare si sta alzando a Bologna. Cresce di giorno in giorno.

Dobbiamo lavorare affinché questa forza popolare non si trasformi in forza populista. Dobbiamo riempire la critica di analisi puntuali, contenuti, proposte. Dobbiamo trasformare la rabbia in partecipazione. Incontri, confronti, assemblee. È un nostro dovere, PER BOLOGNA.

L’ONDA

di Mago Marco Magagnoli

Mi ricordo la mia meraviglia quando, un bel po’ di mesi fa, di fronte all’allagamento di via Saffi, il nostro Sindaco dava la colpa del disastro – a favore di telecamera – ad un fragile, solo, cittadino, ovviamente poi risultato innocente e risarcito con i nostri soldi, per essere stato diffamato, inutilmente, da Lepore.

Mi stupiva che non ci fosse stata una sommossa popolare che prendesse atto della sua impreparazione a governare la città.

Non è un direttore d’orchestra, non riesce a sentire il cuore pulsante dei cittadini, ha una giunta di dilettanti che non lo aiutano e un ufficio di comunicazione che lo porterà al disastro, pensavo.

Ora sono passati solo un paio d’anni e la sommossa, ovviamente, è arrivata.

Addirittura il nipote di Prodi presenta una sua lista civica “per andare oltre una giunta dilettantesca che progressivamente ha perso la capacità di mettere al centro il bene comune, lasciando spazio a logiche considerate troppo vicine ai grandi operatori economici, “complice di interessi particolari”, respingente sia per i suoi abitanti e che ne impediscono la piena realizzazione.”

Manca solo una lista dei parenti della sua compagna che ne chieda le dimissioni (per il suo bene, in questo caso).

È questa sua incapacità a tenere unita una città, di essere sempre fuori tempo, di non capire che invece il Ritmo è la prima cosa.

Come ho detto, un Sindaco deve essere un Direttore d’orchestra, deve sentire l’anima della sua città.

Ultimissima dimostrazione della sua totale incapacità è in questi giorni.

Una ragazza è stata aggredita senza alcun motivo in zona Murri da un uomo incappucciato e si scopre che altre ragazze sono state aggredite sempre nella stessa zona.

In più, un ragazzo, mentre tornava dal lavoro, sempre in via Murri, è stato inseguito da tre ragazzi nord africani con coltelli e un manganello telescopico fin dentro il cancello di casa, preso a bastonate e mandato all’ospedale per rubargli un cavolo di telefono.

Murri, giustamente, ha paura.

E tu, come sindaco, cosa fai?

Non organizzi una conferenza stampa in cui dici (sembra una barzelletta, se non ci fossero famiglie distrutte) che non ci daremo pace finché non sarà messo in galera chi compie questi gesti atroci? (E non arrivino i professorini a dirmi che la sicurezza è responsabilità del Viminale ecc.: questo vuol dire semplicemente empatizzare con chi soffre e mettere un focus sui problemi reali).

No. Lo stesso giorno mi fai partire una campagna di comunicazione in cui dici che andremo ad aprire l’ennesimo cantiere e spendere due milioni di euro per mettere, all’interno di Bologna città 30, nuovi dossi, isole per far rallentare, alberelli e panchine di architettura ostile (per farvi sedere, ma non troppo) in via Murri.

E ovviamente le persone sono impazzite.

Ecco qualche commento, tra le centinaia sotto il post del Comune in cui celebrava Murri 30 :

“Basta cantieri e lavori. Basta. Vogliamo attenzione per i nostri veri problemi, perché questa politica di ‘cantieri’ dimentica la politica dell’umanità. È stato perso il lume del buonsenso e la comunanza di idee.

Ormai si va solo nella direzione decisa e imposta a tutti. Male che vada con l’invio della polizia.

Mettiamo al centro le persone, non i cantieri, e poter dire: da sindaco sono riuscito a limitare le spese delle famiglie, ho contribuito a un clima sereno in città, ho risparmiato loro tempo nel traffico, ho limitato disagi e i rumori. Niente: fare il sindaco per Lepore significa fare cantieri.

Trovate chi ha picchiato quelle ragazze prima di qualsiasi altra caxxata!!!”

E via così.

Quindi quello che avevo da dire e che ho più volte detto negli anni e nei mesi passati era solo un’eco, ora è un’onda che lo sta travolgendo.

Ed era ora.

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