Basta violenza e divisione

Una sorella che ha perso il fratello, una madre che ha perso un figlio, una nipote che ha perso lo zio è sacrosanto che chiedano verità e giustizia. Un uomo dello Stato che difende le istituzioni, invece, collabora con gli altri corpi dello Stato affinché la tensione sociale non deflagri. Crede e ha fiducia nel lavoro della procura, rassicura. Un uomo dello Stato collabora e pianifica con questura e prefettura, non sull’onda dell’emozione di piazza. Convoca tutte le forze politiche presenti in Consiglio, dialoga, unisce, non divide, e cerca una parola unitaria e condivisa per gestire una fase che ha scosso la città e di cui parla tutto il mondo.

Bologna non deve diventare Minneapolis, non deve diventare Parigi.

L’altro giorno ho postato la locandina del film L’odio per mostrare come, in poco tempo, le cose possano sfuggire di mano. Avevo chiesto cautela al sindaco, è successo tutto il contrario.

Una polarizzazione estrema che distoglie l’attenzione dai problemi strutturali atavici di questo Paese e fa scontrare destra e sinistra su questioni simboliche.

Mi spiace che ora si racconti che c’erano due piazze, perché la piazza era una sola. Questa è l’ennesima bugia raccontata ai media.

Mi spiace che nessuno racconti, a livello nazionale, che il quartiere San Donato e il Pilastro sono oggetto, da due anni, di iniziative comunali che hanno alzato la tensione sociale, dove il sindaco, e non il ministro, ha mandato idranti, camionette e manganelli contro i cittadini residenti che difendevano dei parchi. Non si può ignorare il contesto.

Chiedo a tutti di non soffiare sul fuoco e mi pare che la società civile di Bologna abbia voglia di tornare a ragionare, non più dividersi.

Come sistema abbiamo dei problemi difficili da risolvere ma che sono legati a stretto giro a ciò che è accaduto. Sanità, funzione pubblica, servizi sociali funzionano sempre peggio. Il disagio economico, psichico, nelle nostre città è in aumento. Perchè?

Invece che interrogarci sulle cause e su come risolvere questi problemi insieme, fomentiamo odio, rabbia e sterili contrapposizioni.

È il momento di ricucire le fratture, non di radicalizzare.

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