L’ombra MAGA di Donald Trump dietro gli attacchi sui social a Lepore?
Siamo davvero alla follia. È quasi imbarazzante dover commentare questa vicenda, ma è ancora più preoccupante che lo stato maggiore del PD bolognese diffonda queste tesi.
Si confonde un dato elementare: oggi chiunque può scrivere da Bologna e risultare collegato da qualsiasi parte del mondo grazie a VPN e ad altri mezzi che tutelano la privacy. Sono strumenti diffusissimi.
Anche l’uso di profili secondari o poco identificabili è ormai un fenomeno comune, soprattutto quando un sindaco e un’amministrazione bloccano i commenti critici o gli utenti che pongono domande scomode. Molti hanno semplicemente scelto un secondo profilo.
Non ci sono poteri forti contro questo comune, anzi. Lepore ha steso il tappeto rosso a tutti i maggiori fondi d’investimento internazionali con proprietà olandesi, belghe, statunitensi, spagnole, israeliane. I poteri forti locali e globali sono ben tutelati a Bologna.
Sono proprio queste forze locali e i finanziamenti che saranno a disposizione di Lepore, rispetto a liste civiche formate da volontari e autofinanziate come “uniti per bologna”, il vero discrimine che può, insieme alle clientele, falsare la prossime elezioni comunali e quindi la democrazia cittadina.
Trasformare invece lo scontento popolare in un presunto complotto internazionale è solo un’arma di distrazione di massa e un esercizio di vittimismo.
Tutto questo è davvero poco serio.







