Nuovo stadio, sarà vero?

Dovremo attendere per valutare il progetto del nuovo stadio. Al momento, la lettera d’intenti firmata da BFC e BolognaFiere dice ancora poco. Sicuramente c’è un elemento di sorpresa: tutti pensavano al Parco Nord invece ora si parla di un’area generica tra la ferrovia e l’autostrada e non è più chiaro a quale lotto si riferiscano. Perché non esplicitarlo?

Siamo appena usciti dall’annuncio della “Unipol Hall” di cui la Virtus sarà solo un cliente. Un investimento privato (ma di una società pubblica, Bologna Fiere) che lascia ancora molti dubbi, con un piano industriale che appare fragile e che rischia di ricadere sulle spalle di tutti noi, in cui nel frattempo il pubblico si è completamente dimenticato del destino economico del PalaDozza, il vero “Madison” di Bologna.

Perché la Unipol Hall si porrà in concorrenza con gli altri impianti cittadini pubblici e privati che competono sul mercato degli eventi. Impianti che a bologna non mancherebbero.

Ci auguriamo che, in questo caso, i numeri dell’operazione siano diversi e che si realizzi un tempio del calcio moderno, pensato prioritariamente per i tifosi e che onori la storia del Bologna FC.

C’è poi un’altra questione: quale impatto avrebbe un nuovo stadio dedicato anche all’intrattenimento sul futuro del Dall’Ara? Le manutenzioni e le attività sportive dilettantistiche in esso ospitate, potranno essere economicamente sostenibili solo se continuerà a esistere un mercato degli eventi sufficientemente ampio, e non se dovrà confrontarsi con un nuovo concorrente diretto. Sembra che il Comune voglia farsi concorrenza da solo.

Restano infine le preoccupazioni sul bilancio di BolognaFiere, perché sia la nuova Unipol Hall sia il progetto dello stadio richiedono investimenti significativi da parte della stessa società. Hanno previsto la giusta remunerazione dell’investimento? Il piano industriale è fondato su solide basi o finirà come Fico?

Fatte queste dovute considerazioni, siamo concordi con il sindaco Lepore che si debba collaborare con la società, affinché si arrivi al nuovo stadio, fatto bene però. Questa volta per davvero, senza boutade pre elettorali e senza perdere 10 anni in rendering e inaugurazioni fuffa.

Un ultima cosa segno dei tempi. Nel basket stiamo passando dal “PalaDozza” al “PalaUnipol”. Speriamo che nel calcio non si passi dal “Renato Dall’Ara”all’Unipol Stadium.

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