Vandalizzare dei muri con delle frasi sconnesse e offensive è qualcosa di stupido e becero, chiunque sia il bersaglio da colpire. Non l’ho mai condiviso.
Tra l’altro, se lo scopo era danneggiare l’immagine del sindaco, questo tipo di azioni gli consente di giocarsi la victim card e di spostare il focus dell’attenzione dai problemi di Bologna e del suo disgoverno a questioni di bottega. È ciò che vuole.
Guardate la sua recente gita negli Stati Uniti. Non vi è andato perché la stessa fosse utile a guidare la città di Bologna.
Per diventare forte, essendo debole sul locale, ha bisogno di posizionarsi sul globale: polarizzare, agganciandosi a questioni nazionali e internazionali, in cui la narrazione della «città più progressista d’Italia» si incastra a costo zero. Rispondere ed affrontare le difficoltà che ha nel comune in cui governa lui, gli risulta piuttosto difficile.
Va dall’altra parte dell’Atlantico a trovare il sindaco di Minneapolis, facendogli i complimenti per essersi opposto alla militarizzazione della città fatta da Trump. Mi fa sorridere, visto che lui, in questa materia, guardando a come ha militarizzato il Pilastro, è un professionista.
Lepore dovrebbe liberare Bologna da sé stesso, non da Trump. E sì, forse ci vorrebbe un sindaco di Minneapolis anche qui.







