Storie di ordinaria follia di un giorno di fine agosto

Il mio amico Davide Daniza Celli non capisce l’urbanistica tattica. Non era un servizio ferroviario metropolitano, era un’esperienza immersiva di comunità. E poi anche lui: viene a Bologna e non si porta dietro un ombrellone?

“Questa mattina sono dovuto andare a Bologna. I treni della linea Porretta Terme – Bologna sono ridotti al lumicino. Così mi segno meticolosamente gli orari di andata e ritorno. Quando ho spicciato gli impegni decido di tornare in stazione. Un annuncio mi informa che il pullman per Porretta è in partenza dal piazzale antistante. Mi chiedo se il treno è stato soppresso. Guardo il tabellone. No, è confermato, il treno parte dal secondo binario ovest e termina a Sasso Marconi. Ottimo, la mia macchina è parcheggiata lì. Quindi non prendo il pullman. Il treno parte e una volta raggiunta la stazione di Casalecchio Garibaldi si ferma. Passa qualche minuto in più del previsto. Tutti attendono un annuncio. Nulla. Improvvisamente arriva il controllore: “Il servizio è sospeso. Il treno si ferma qui. Forza! Scendete dal treno”. Gli corro dietro: “mi scusi? Cosa succede?” – chiedo. “Scenda dal treno prego” – risponde. “E chi deve andare a Sasso?” – lo interrogo. Neanche trova il tempo di rispondermi: “Tutti giù dal treno, servizio sostitutivo, c’è un pullman sul piazzale”. Tuti quelli che erano sul treno raggiungono il piazzale, ma non c’è nessun pullman. Il sole picchia sulle nostre teste. Si scatena una corsa disperata alla ricerca delle poche zone d’ombra disponibili. Le nuove piantumazioni sono secche. Le zone ombrose si affollano. Dopo i primi 15 minuti alcuni passeggeri si allontanano a piedi. Un vecchio tenta di fermare un’auto. Un ragazzo alza il pollice per fare l’auto stop. Il sole non dà tregua. Dopo venti minuti arriva un bus, per altro già pieno, che viene preso d’assalto salvo scoprire che è il servizio sostitutivo che da Vignola raggiunge Bologna. Poi arriva un altro bus, la gente appena scesa monta sul mezzo salvo discendere dopo aver capito che quel bus è anch’esso diretto a Bologna. Passano altri venti minuti. Un tipo sacrifica la sua borraccia per abbeverare un anziano tramortito dal caldo. Finalmente arriva un altro bus. Questa è la volta buona. Ma è un solo bus e i passeggeri di un intero treno si stivano all’interno del mezzo come capi di bestiame. “C’è una donna con un bambino piccolo! Chi cede il suo posto?” – grida un signore. “C’è anche una signora anziana” – grida un altro. “Questo signore, anche questo signore non si sente bene!” – urla uno straniero.

Si diffonde un odore sgradevole, ma non c’è posto per cambiare il neonato che ha scelto il momento peggiore per andare di corpo. Il mio vicino, incurante di tutto, si mangia un panino e quando apre la lattina mi schizza in faccia un po’ di coca cola, vi dirò era bella fresca, quasi un sollievo. La sua borsa esala odore di formaggio. Il bus parte. Non so se c’è l’aria condizionata accesa, ma è come se non ci fosse dato l’alto numero di passeggeri stivati come sardine. Quando arriviamo a Sasso, ci sono almeno 3 bus parcheggiati, sono i mezzi del servizio sostitutivo per la dislocazione del bestiame umano sulle tratte ferroviarie metropolitane. Ed è proprio in quel momento che incominci a pensare che, malgrado le faraoniche opere messe in cantiere a Bologna, (nuovo palazzo dello sport con tribune su rotaia, mega campeggi per camper giganti, stadio in formato piramidi egizie, un quartiere qua e una rigenerazione urbanistica là) malgrado tutta questa lucrosa economia al cemento ti rendi conto che ci stiamo trasformando in un paese sottosviluppato dove sul pullman che hai appena preso mancano i passeggeri sul tetto e anche quelli che viaggiano con le gabbie di galline al seguito. Risultato, un’ora e venti per coprire una tratta ferroviaria che dovrebbe essere percorsa in meno di trenta minuti. Per oggi è tutto.”

E ancora

Da tempo denuncio la mancanza di rispetto verso gli utenti del trasporto pubblico (e non solo) in relazione alle numerose deviazioni e sospensioni del servizio per via dei cantieri presenti in città.

ATC era un gioiello di Bologna.

Oggi TPER invece è sempre meno efficiente ed organizzata.

Postificio per ex politici nel sistema locale di spartizioni.

E gli utili glieli regaliamo noi.

Compila il modulo per rimanere aggiornato

Protetto da
Shield Security