Forma vs sostanza

Vi giuro che ieri mi sono trattenuto dal postare qualcosa sulle nuove pensiline in cristallo. In Comune ne fanno talmente tante che, a criticarle tutte, si rischia di passare per malati mentali, ossessionati, lamentosi di tutto.

Eppure questa storia è indicativa di una tendenza ormai debordante nella società: l’apparenza anteposta alla funzionalità.

Viviamo in un’incultura del dover stupire e differenziarsi a ogni costo.

La mia non è una critica da conservatore ostile alle innovazioni.

Pur affezionato allo stile classico, sono appassionato anche di design e non mi dispiace il contemporaneo. Ma quando la forma tradisce l’utilità, il designer ha sbagliato qualcosa.

Le pensiline esistono sul pianeta Terra per due motivi: fare ombra e proteggere dalla pioggia.

Nel caso di Bologna, la prima funzione non la esprimono affatto. La seconda la svolgono male.

Ma ci sono altri aspetti.

PREZZO

Un’opera pubblica dovrebbe costare il meno possibile.

Quando si gestiscono i soldi di altri bisogna farlo con grande oculatezza e parsimonia. Il cristallo stratificato costa invece una barca di soldi. Capisco che faccia “figo”, ma il sindaco potrebbe metterselo nel suo nuovo appartamento vista colli e potrebbe permetterselo, dato l’aumento di stipendio che si è assegnato negli anni.

ESTETICA

Siamo sicuri che sarà bello? Forse all’inaugurazione. Ma il vetro è davvero difficile da tenere pulito. Polveri urbane, guano dei piccioni: ci finirà sopra di tutto e lo vedremo non appena alzeremo lo sguardo. E poi, a proposito di volatili, le superfici trasparenti sono sempre sconsigliate per evitare urti accidentali.

MANUTENZIONE

Quanto costerà la pulizia del tetto panoramico? Serviranno pratiche ad hoc?

Con quale cadenza si dovrà effettuare per cercare di mantenere il decoro?

L’ISOLA DI CALORE URBANA

Immaginatevi ad agosto, a 40°, ad aspettare il tram, cotti sotto al sole, come in una serra.

E gli anziani? La necessità di ridurre la temperatura percepita in città dov’è finita?

Ricordate gli alberelli in vaso, l’urbanistica tattica, i rifugi climatici, le oasi urbane: tutta fuffa. Ci ammorbano con questo marketing petaloso, un linguaggio forbito che nasconde un vuoto abissale.

Avevano ragione quelli della Sprite: L’immagine è zero, la sete è tutto.

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