Il caso di Milano ci racconta che non vi è stata corruzione. No, il sacco urbanistico della città è stato una libera e precisa scelta politica, non il risultato di due o tre architetti corrotti, caso in cui il Comune si sarebbe potuto dichiarare parte lesa.
Ma questa storia ci racconta anche altro. Il Comune ha considerato la costruzione di un mezzo grattacielo come una semplice ristrutturazione. E per stabilire se questo percorso fosse legale o meno è servito un processo. Capite quale giungla oscura e opinabile possa essere un regolamento urbanistico?
E Bologna forse è un caso peggiore di Milano in termini di discrezionalità della norma.
Pensate se al posto di una grande operazione firmata da un “archistar” ci fosse stata la piccola pratica di uno sconosciuto geometra per allargare il bagno del suo cliente.
Come sarebbe andata?
A fronte di una norma incerta sarebbero arrivate: sospensione dei lavori, richieste di integrazioni, diffide e mille adempimenti logoranti quanto inutili.
La burocrazia cittadina oggi è un assoluto delirio. Ogni volta che la politica parla di semplificazioni dobbiamo toccarci nelle parti basse, perché vuol dire che la situazione peggiorerà ancora.
Prendere un appuntamento con lo sportello edilizia è una lotteria fantozziana.
Anche le norme scritte chiaramente, se non sei amico di qualcuno, il Comune le può interpretare sempre contro di te. A volte, per lo stesso quesito, un tecnico ti risponde in un modo e il suo collega in un altro.
Non si può andare avanti così. Serve un sistema chiaro, coerente, semplice, leggibile da tutti. Fate leggere il regolamento urbanistico a un semplice cittadino: è come mettergli davanti un testo in sanscrito. Non si capisce nulla.
La certezza della norma e la trasparenza sono le basi del rapporto fiduciario tra cittadino e pubblica amministrazione. La norma incerta, cervellotica e continuamente in mutazione è il vero abuso che subiscono cittadini, tecnici e imprese.
Il lavoro di geometri, architetti ed ingegneri, nonché dei cittadini, loro clienti, va rispettato.







