Qui non si tratta di essere d’accordo o meno, si tratta di prendere atto della realtà.
La città non è più quella di 27 anni fa, quando per un soffio di voti Guazzaloca vinse le elezioni.
La politica di oggi è fortemente polarizzata,
il tema è quello di dare una nuova visione che guardi solo alla città e che prescinda dalle tifoserie nazionali. Avere in coalizione dei partiti renderebbe tutto ciò impossibile. E l’astensione ha parlato chiaro: sempre più persone non si rivedono in questa competizione.
Infine il tema non è essere civici o meno, il tema è se si è espressione dei partiti e quindi da loro dipendenti, oppure se si è autonomi. Il candidato civico ormai è diventato la foglia di fico dei partiti. Lo fa Lepore, lo fanno a destra. Sono liste Civetta. E noi non vogliamo essere la civetta di nessuno.
“L’unico schema che può vincere è spezzare la dualità destra sinistra in cui Lepore si rifugia per tirar su voti facili in una città storicamente di sinistra.
Porteremo il confronto in un altro campo: buona amministrazione contro cattiva amministrazione, etica contro clientele, conoscenza e competenza contro raccomandazioni e improvvisazione. Interesse pubblico contro interesse di parte.
Lepore è già in campagna elettorale da sei mesi. Inaugura mezze carreggiate, mezzi ponti, assegna premi e onoreficienze a chiunque pur di apparire. Sembra disperato. Il mondo che lo sostiene va da alcuni centri sociali prezzolati fino a Pierferdinando Casini e tiene insieme l’impossibile, un campo contraddittorio il cui collante è il potere, l’assegnazione di spazi, le poltrone e i finanziamenti pubblici, è questa mangiatoia che dobbiamo scardinare.”







