Da persona attiva politicamente, ho scelto di non partecipare alle attività del Comitato Mubasta, composto da residenti del Pilastro, per lo più ex elettori di Lepore. Ho fatto questa scelta pur parlandone e seguendo a distanza l’aspetto amministrativo e politico della vicenda, perché non ho mai sopportato i politici che cercano di mettere un ombrello o ottenere visibilità su battaglie civiche nate spontaneamente. Solo in un’occasione sono passato dal parco, per vedere coi miei occhi la situazione.
Dei candidati civici emersi in queste settimane, nessuno si è mai visto al Pilastro o ha avuto contatti con il comitato. Anche i comunicati stampa inerenti alla vicenda sono stati scarni. Il centrodestra, trattandosi soprattutto di una battaglia su temi storicamente più vicini al centrosinistra, si è tenuto a distanza.
Pertanto, una cosa è certa: nelle proteste del Muba non c’è una regia politica esterna. Il PD e l’amministrazione Lepore hanno fatto tutto da soli, andando contro i propri elettori, tradendo i percorsi partecipati e le promesse elettorali di evitare il consumo di suolo in favore della rigenerazione.
È il sindaco l’unico autore di questo pasticcio e delle attuali tensioni sociali. Le ha volute. Sarebbe bastato dialogare con i residenti della zona mesi fa, quando chiesero un incontro che non venne mai concesso, prima ancora dell’avvio del cantiere. Il rifiuto del confronto, unito alla scelta di organizzare un presidio permanente di polizia, chiedendo aiuto al ministro Piantedosi, ha innescato tensioni in una periferia già fragile, facendo emergere problemi latenti non direttamente collegati all’attività del comitato ma agli adolescenti del quartiere.
Oggi Lepore, che ha l’abitudine di mentire, non distingue tra il comitato e gli atti di violenza esterni ad esso. É la sua strategia. Racconta su tv e giornali senza contraddittorio una narrazione distorta. Invece di affrontare il merito della questione, compatta i suoi parlando di violenza e cartelli elettorali che non esistono.
Mi chiedo come sia possibile mentire in questo modo. Mi chiedo come sia possibile che un sindaco non riconosca i problemi legati all’adolescenza e all’abbandono scolastico in quella zona, alla base degli scontri avvenuti.
Mi chiedo come sia possibile che i fondi del PNRR, che dovrebbero sostenere una crescita strategica, vengano utilizzati per iniziative di questo tipo: operazioni di breve respiro, prive di sostenibilità economico-finanziaria e senza un vero progetto educativo.
Secondo voi, sarà capace di prendersi le sue responsabilità, senza dare la colpa ai bambini (lo ha detto davvero) o mandare avanti il povero Daniele Ara a prendersi gli improperi della gente?







