Qualunque cittadino che non viva in una bolla sa perfettamente quali sono i problemi di Bologna.
Basta aprire gli occhi.
Lanciare l’ennesimo questionario per scoprire cosa non funziona sta diventando una moda che racconta l’inconsistenza di questa politica.
Uniti per Bologna non deve interrogare i cittadini perché è fatta da cittadini. Utilizzeremo anche noi la partecipazione online, non per conoscere i problemi ma per raccogliere idee e proposte sul come risolverli. Cerchiamo “teste” non “voti”.
E siamo oltre il capire cosa non va.
Siamo al punto in cui vogliamo cambiare le cose.
È assurdo pensare che chi ha creato questi problemi li possa anche risolvere.







