Solidarietà al conducente del bus

Aggredire staccando a morsi un pezzo d’orecchio a un autista, perché un autobus si è fermato qualche metro più avanti, non è solo un fatto di cronaca. È il sintomo di un clima sociale degradato.

A nome di Uniti per Bologna esprimiamo piena solidarietà al conducente e gli auguriamo una pronta guarigione.

Autisti, infermieri, educatori, agenti di polizia e molti altri lavoratori del settore pubblico operano in condizioni sempre più difficili: stipendi inadeguati, forte stress lavorativo, carenza di personale, crescente maleducazione e, nei casi peggiori, aggressioni e violenze.

Per anni il posto pubblico è stato considerato una fortuna. Oggi, in molti servizi essenziali, sta accadendo l’opposto: i neoassunti entrano e dopo pochi mesi se ne vanno. Non perché manchi il senso del dovere, ma perché il sacrificio richiesto non è più compensato da condizioni economiche e professionali adeguate.

A Bologna il problema è ancora più evidente essendo il costo della vita è uno dei più alti d’Italia, casa inclusa. Sempre più spesso il settore privato offre stipendi migliori e condizioni più attrattive, rendendo difficile trattenere personale qualificato nei servizi che tengono in piedi la città.

Se vogliamo trasporti efficienti, scuole funzionanti, ospedali in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini e una presenza adeguata delle forze dell’ordine, dobbiamo tornare a valorizzare chi svolge queste professioni. Non bastano le dichiarazioni di solidarietà dopo ogni aggressione: servono rispetto, tutele, retribuzioni adeguate e una città meno alla sbando.

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