Cara carissima TPER, non ti pare di esagerare?

UNA DELLE TANTE – dalla pagina di Gabriele Bollini

Ho chiesto a mia figlia di mettere nero su bianco questa incredibile storia che è capitato a lei e a mia moglie l’altro giorno. Una storia incredibile frutto dell’arroganza del potere di umarell che con la “divisa” in dosso di controllori si credono chissà chi. Roba da ricorso e da denuncia.

L’8 giugno ho preso l’autobus 101, insieme a mia mamma, per andare in stazione.

Siamo salite alla fermata Albertoni, in via Mazzini, davanti al Carrefour. Mentre l’autobus stava arrivando alla fermata, sono passate due volanti dei carabinieri a sirene spiegate e quindi l’autobus, per farle passare, si è fermato 15 metri più avanti. A quel punto io e mia mamma siamo salite dalla porta posteriore e, una volta su, ad autobus ripartito, ci siamo dirette verso la parte anteriore dove si trovava la macchinetta per pagare il biglietto. Lei ha tirato fuori la carta digitale e l’ha fatta passare; ci siamo distratte ma, avendo visto con la coda dell’occhio una luce verde, pensavamo che il pagamento fosse andato a buon fine. Paghiamo con la seconda carta e, guardando lo schermo, mi rendo conto che sì, c’è effettivamente una luce verde, ma compare anche una schermata, che rimane poco più di 5 secondi, con scritte le diverse zone, che scompare prima che io abbia avuto il tempo di selezionarla. A quel punto mi viene il dubbio: o non abbiamo pagato nessun biglietto, o ci ha addebitato entrambe le volte l’intera tratta, non avendo selezionato una zona specifica. Nel frattempo siamo arrivate alla fermata successiva di Porta Mazzini. Mia mamma mi chiede un fazzoletto, così, mentre lo cerco in borsa, le dico di guardare un attimo il telefono per vedere se il pagamento è effettivamente avvenuto. Lei non ci sente benissimo, quindi non mi sente; sto per richiederlo quando arrivano i controllori, appena saliti a Porta Mazzini. Chiedo allora direttamente a loro, spiegando com’è andata e ponendo il dubbio che mi era venuto. I controllori sono due uomini e una donna. Uno dei due uomini mi spiega che, se non si clicca il flag verde, l’operazione non va a buon fine, ma comunque la pagina con le zone indicate scompare. Gli diciamo i numeri delle due carte per verificare e lui ci conferma che effettivamente non risulta alcun biglietto emesso. Ci scusiamo: è la prima volta che prendiamo il 101 da quando la modalità di bigliettazione è cambiata – lo so, sono un po’ di anni, ma in generale non prendiamo molti autobus a Bologna, e il 101, essendo extraurbano, era la prima volta – e chiediamo se, visto il fraintendimento, ci sia possibile fare il biglietto in quel momento. La risposta che ci viene data è che, nel momento in cui i controllori salgono e il biglietto non c’è, scatta automaticamente la sanzione. Sanzione che equivale a 50 volte il prezzo del biglietto, quindi €117,50 a persona; avendo pagato anche per me, mia mamma ha dovuto sborsare €235 per un’incomprensione. La dinamica mi è sembrata fuori da ogni logica, in quanto noi avevamo provato a fare il biglietto ed eravamo erroneamente convinte di averlo fatto. Il dubbio ci era venuto e lo stavamo verificando. Eravamo sull’autobus da una sola fermata, non ci è stato dato il tempo di capire l’errore e non ci è stata offerta nemmeno la disponibilità di venirci incontro, una volta appurato che il mancato pagamento non era stato intenzionale. Ora, so che magari molte persone non fanno volutamente il biglietto, ma sono anche convinta che, di fronte a una persona, si sia in grado di capire con chi si ha a che fare e se è sincera o meno.

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