Degrado quotidiano: cronache di ordinaria follia

Favia, ma chi ti credi di essere, Cicalone?

No, amici: se volessi fare click facili avrei centinaia di video del centro storico, e non solo, da pubblicare.

Ma qui devo raccontarvi due cose: l’inazione del Comune di Bologna, -bravo con le parole, molto meno con i fatti- e chi fa il mio stesso lavoro pensando solo al profitto, fregandosene di qualsiasi regola.

Sia chiaro: io sono un esercente e non sono certo perfetto, ma prendo nettamente le distanze da chi disonora gravemente la categoria.

Perché in questa storia, oltre al Comune, il secondo responsabile è il titolare dell’attività, che, pensando solo al profitto, da tempo ha compromesso la vivibilità della zona.

Se il tuo locale è frequentato da spacciatori, è inevitabile che diventi una base operativa per i loro traffici. E questo un titolare non lo deve permettere, anche se gli spacciatori sono buoni clienti.

Quello che vedete è poco importante perché é solo l’ultimo di una lunga serie di episodi di violenza legati a una singola attività in Via Zamboni.

A ciò si aggiungono avventori che consumano sostanze stupefacenti ai tavoli, alcol somministrato a minori e dehors utilizzati come vere e proprie centrali di spaccio.

“ Favia sciacallo!!! Le denunce non si fanno sui social, ma presso le istituzioni competenti!!!”

Certo amici, é ciò che abbiamo fatto nell’ultimo anno. Se arrivo a pubblicare qualcosa online, é perché i miei colleghi della zona sono esasperati dopo aver battuto insieme a me ogni strada legale, inutilmente.

Prima abbiamo provato con le buone, cercando di far ragionare il titolare. Ma il dialogo non ha sortito alcun effetto. E la mia attività é in quella zona solo da un anno,i miei colleghi invece ci dialogano e convivono da prima, sempre presi in giro.

Allora come esercenti abbiamo fatto un esposto in procura, pagandolo di tasca nostra e mettendoci la faccia, non prima di aver avvisato il titolare che, senza cambiamenti, ci saremmo mossi.

Risultato? Archiviazione: la procura dice che non deve occuparsene.

Ci siamo quindi rivolti all’associazione di categoria, affinché parlasse con la giunta comunale, cosa avvenuta. Risultato: nessuno.

Abbiamo allora poi utilizzato il Consiglio comunale, facendo presentare un’interrogazione mirata su quel locale. È cambiato qualcosa? Zero

E oggi sono qui, a pubblicare l’ennesimo video. L’ennesima sconfitta per la nostra città.

Sarebbe bastato che il Sindaco avesse applicato art. 50 e 54 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL) oppure alzato la cornetta e telefonato al questore per far applicare l’art. 100 del TULPS: cinque minuti e il problema sarebbe stato risolto.

Avevano tutte le evidenze e gli elementi per procedere. Ma il Sindaco era impegnato in altro, forse a tagliare nastri o a mettere alberelli in vaso in piazza Nettuno.

Ma visto che il sindaco non ascolta, mi rivolgo io al questore di Bologna, Gaetano Bonaccorso, affinché intervenga sul questa zona, che lentamente sta diventando terra di nessuno.

Ed è un peccato, perché sarebbe una delle zone più belle di Bologna.

Con Uniti Per Bologna al governo della città al posto di Lepore, saremo inflessibili con i singoli locali “illegali”facendo provvedimenti singoli, senza fare ordinanze draconiane di zona che puniscono tutti indistintamente, anche il 90% di quelli che rispettano le regole, generando solo un lento spegnimento della città.

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