Dal sito dell’agenzia Dire

Favia, in campo per il 2027: “Stoppiamo il cerchio di potere, in città c’è dissenso”

Di Andrea Sangermano

BOLOGNA – Portare Matteo Lepore al ballottaggio. E poi vincere al secondo turno. È l’asticella fissata da Giovanni Favia, che ha deciso di ributtarsi in politica e contendere al sindaco uscente di Bologna le prossime amministrative nel 2027. La sfida, già lanciata da qualche settimana, è stata ufficializzata oggi col varo della lista civica Uniti per Bologna, in una sala stipata in ogni ordine di posto (tanti anche in piedi) questo pomeriggio al centro congressi Sette gold. L’obiettivo di Favia, del resto, è riuscire a federare tutte le forze civiche in campo e presentarsi in alternativa tanto al centrosinistra quanto al centrodestra.

“Io credo che possiamo arrivare al 26%, o anche di più al primo turno, con un polo civico- sostiene Favia- questa volta si muove davvero la città”. E aggiunge: “Sono sicuro che una forza trasversale, un polo civico, perché saremo più liste, possa sicuramente al primo turno arrivare secondo. E poi penso che al balottaggio i cittadini di Bologna decideranno di cambiare, perché capiranno che c’è un’alternativa. Fino ad oggi non hanno mai cambiato, perché non c’è mai stata un’alternativa. Noi la stiamo costruendo”.

“IN CAMPO PER STOPPARE IL BLOCCO DI POTERE”

Favia precisa: “Mi rivolgo a tutti i cittadini bolognesi. Mi rivolgo agli elettori di destra e agli elettori del Pd. Qui non è questione di posizionamento, lo scontro non è orizzontale ma verticale. C’è una piramide, un blocco di potere che è qui da tanto tempo e che tradisce anche il suo elettorato. L’abbiamo visto al Pilastro, ad esempio”. Favia si schermisce sulla prospettiva di essere candidato sindaco in prima persona (“È un tema secondario”) e afferma: “Non è una questione di destini personali. Il problema è il destino di Bologna, di questa città. E solo se facciamo un fronte largo, unitario, solo se prendiamo competenze, intelligenze, passione da questa città, possiamo costruire un’alternativa. I partiti sono svuotati, sono deboli, sono diventati solo uffici di collocamento e allora il cittadino deve tornare protagonista”. Favia ribadisce: “Non voglio fare una lista di testimonianza, una lista personale. Voglio cucire mondi che non stavano insieme. Ma una nuova consapevolezza sta crescendo. E solo così possiamo vincere”. In platea ci sono, tra gli altri, l’altro candidato sindaco civico Alberto Zanni e lo staff di Alberto Forchielli, ma anchei vertici cittadini della Lega, Cristiano Di Martino e Matteo Di Benedetto, il forzista Manes Bernardini, il verde Davide Celli e l’ex 5 stelle Federica Salsi. C’è il consigliere regionale di Rete Civica Marco Mastacchi e l’ex assessore rendiamo Mauro Felicori. Ci sono i no tram Andrea Spettoli e Vincenzo Fazio, e c’è l’ex candidato sindaco civico del centrodestra, Fabio Battistini. Tra le prime file anche il direttore generale di Confesercenti Bologna, Lorenzo Rossi. Presente anche il blogger Danilo Masotti. “Oggi non ho mobilitato i network di quando facevo politica coi 5 stelle- sottolinea Favia- non c’è il mondo del commercio che lavoro, è un sabato pomeriggio di sole primaverile, c’è l’influenza in giro. Eppure abbiamo problemi a gestire questo flusso di persone. Dovremo organizzarci”.

E SULLO SCHERMO LEPORE DIVENTA IL ‘GRANDE DITTATORE’ DI CHAPLIN

Matteo Lepore nei panni de “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin, che danza col mappamondo in mano e ripete: “È tutto mio, è tutto mio”. Il video, creato con l’AI, sancisce l’inizio della convention di questo pomeriggio con cui Giovanni Favia ha lanciato ufficialmente la lista civica ‘Uniti per Bologna’, con cui vuole sfidare il sindaco uscente alle prossime amministrative del 2027. “Se siamo tutti qui è grazie a lui- dice Favia- è l’unica cosa positiva che ha fatto. Siamo esasperati”. Favia parla di “mani sulla città, mediocri e non libere”, e punta il dito contro “un sistema di potere che va da Unipol alle bocciofile. Con le clientele hanno creato un palazzo opaco”. Secondo Favia, ormai in città verso Lepore c’è “un dissenso a 360 gradi per come è gestita e anche per questa arroganza“. In campagna elettorale, sostiene l’ex 5 stelle, “il tema cruciale sarà superare la propaganda. Lepore ormai fa un’inaugurazione a settimana. Noi abbiamo difficoltà di arrivare a tutti. Si giocherà tutto sulla capacità di comunicare e di far sapere quello che sta veramente succedendo. Se riusciremo ad arrivare a tutti i cittadini, a far superare i pregiudizi e a spiegare perché è necessario cambiare, avremo vinto”. Oggi, spiega Favia, “partiamo ufficialmente con questa lunga maratona. In autunno presenteremo il programma, quindi dalla prossima settimana inizierà il cantiere, coinvolgendo persone, professori e persone che hanno competenze. Poi inizieremo anche a radicarci nei quartieri”. Favia poi ribadisce: “Tra un anno, quando lavoreremo sul candidato sindaco, ce ne sarà uno solo”. Con gli altri due candidati civici, Alberto Zanni e Alberto Forchielli, “siamo in sinergia e non in concorrenza. Penso che si creerà tutto spontaneamente. L’importante è non fare una melassa, ci metteremo insieme su pochi punti e chiari. Quello varrà. Chiaramente qualcuno dovrà lasciare fuori un pezzo della sua identità, ma lo facciamo tutti. Perché abbiamo tutti chiaro che c’è un interesse superiore”. Oggi Lepore, continua Favia, “è il favorito e quindi ha sicuramente un forte sostegno, ma non tutta la città è con lui, e parliamo di un bel pezzo. Se questo pezzo si organizza possono cambiare le cose”. Favia assicura ancora: “Non abbiamo odio verso i partiti, ma sappiamo che sono in crisi e non vogliamo fare trattative private con nessuno. Quindi parliamo a tutto l’elettorato. Siamo alternativi ai due schieramenti che oggi con grande polarizzazione, con grande dicotomia, si fanno guerra sugli slogan ma poi nella pratica in pochi sanno far funzionare le cose”.

“IN CAMPO PER STOPPARE IL BLOCCO DI POTERE”

Favia precisa: “Mi rivolgo a tutti i cittadini bolognesi. Mi rivolgo agli elettori di destra e agli elettori del Pd. Qui non è questione di posizionamento, lo scontro non è orizzontale ma verticale. C’è una piramide, un blocco di potere che è qui da tanto tempo e che tradisce anche il suo elettorato. L’abbiamo visto al Pilastro, ad esempio”. Favia si schermisce sulla prospettiva di essere candidato sindaco in prima persona (“È un tema secondario”) e afferma: “Non è una questione di destini personali. Il problema è il destino di Bologna, di questa città. E solo se facciamo un fronte largo, unitario, solo se prendiamo competenze, intelligenze, passione da questa città, possiamo costruire un’alternativa. I partiti sono svuotati, sono deboli, sono diventati solo uffici di collocamento e allora il cittadino deve tornare protagonista”. Favia ribadisce: “Non voglio fare una lista di testimonianza, una lista personale. Voglio cucire mondi che non stavano insieme. Ma una nuova consapevolezza sta crescendo. E solo così possiamo vincere”. In platea ci sono, tra gli altri, l’altro candidato sindaco civico Alberto Zanni e lo staff di Alberto Forchielli, ma anchei vertici cittadini della Lega, Cristiano Di Martino e Matteo Di Benedetto, il forzista Manes Bernardini, il verde Davide Celli e l’ex 5 stelle Federica Salsi. C’è il consigliere regionale di Rete Civica Marco Mastacchi e l’ex assessore rendiamo Mauro Felicori. Ci sono i no tram Andrea Spettoli e Vincenzo Fazio, e c’è l’ex candidato sindaco civico del centrodestra, Fabio Battistini. Tra le prime file anche il direttore generale di Confesercenti Bologna, Lorenzo Rossi. Presente anche il blogger Danilo Masotti. “Oggi non ho mobilitato i network di quando facevo politica coi 5 stelle- sottolinea Favia- non c’è il mondo del commercio che lavoro, è un sabato pomeriggio di sole primaverile, c’è l’influenza in giro. Eppure abbiamo problemi a gestire questo flusso di persone. Dovremo organizzarci”.

E SULLO SCHERMO LEPORE DIVENTA IL ‘GRANDE DITTATORE’ DI CHAPLIN

Matteo Lepore nei panni de “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin, che danza col mappamondo in mano e ripete: “È tutto mio, è tutto mio”. Il video, creato con l’AI, sancisce l’inizio della convention di questo pomeriggio con cui Giovanni Favia ha lanciato ufficialmente la lista civica ‘Uniti per Bologna’, con cui vuole sfidare il sindaco uscente alle prossime amministrative del 2027. “Se siamo tutti qui è grazie a lui- dice Favia- è l’unica cosa positiva che ha fatto. Siamo esasperati”. Favia parla di “mani sulla città, mediocri e non libere”, e punta il dito contro “un sistema di potere che va da Unipol alle bocciofile. Con le clientele hanno creato un palazzo opaco”. Secondo Favia, ormai in città verso Lepore c’è “un dissenso a 360 gradi per come è gestita e anche per questa arroganza“. In campagna elettorale, sostiene l’ex 5 stelle, “il tema cruciale sarà superare la propaganda. Lepore ormai fa un’inaugurazione a settimana. Noi abbiamo difficoltà di arrivare a tutti. Si giocherà tutto sulla capacità di comunicare e di far sapere quello che sta veramente succedendo. Se riusciremo ad arrivare a tutti i cittadini, a far superare i pregiudizi e a spiegare perché è necessario cambiare, avremo vinto”. Oggi, spiega Favia, “partiamo ufficialmente con questa lunga maratona. In autunno presenteremo il programma, quindi dalla prossima settimana inizierà il cantiere, coinvolgendo persone, professori e persone che hanno competenze. Poi inizieremo anche a radicarci nei quartieri”. Favia poi ribadisce: “Tra un anno, quando lavoreremo sul candidato sindaco, ce ne sarà uno solo”. Con gli altri due candidati civici, Alberto Zanni e Alberto Forchielli, “siamo in sinergia e non in concorrenza. Penso che si creerà tutto spontaneamente. L’importante è non fare una melassa, ci metteremo insieme su pochi punti e chiari. Quello varrà. Chiaramente qualcuno dovrà lasciare fuori un pezzo della sua identità, ma lo facciamo tutti. Perché abbiamo tutti chiaro che c’è un interesse superiore”. Oggi Lepore, continua Favia, “è il favorito e quindi ha sicuramente un forte sostegno, ma non tutta la città è con lui, e parliamo di un bel pezzo. Se questo pezzo si organizza possono cambiare le cose”. Favia assicura ancora: “Non abbiamo odio verso i partiti, ma sappiamo che sono in crisi e non vogliamo fare trattative private con nessuno. Quindi parliamo a tutto l’elettorato. Siamo alternativi ai due schieramenti che oggi con grande polarizzazione, con grande dicotomia, si fanno guerra sugli slogan ma poi nella pratica in pochi sanno far funzionare le cose”.

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