In tanti fanno un errore d’analisi: credono che il disappunto verso l’amministrazione Lepore sia un tema di posizionamento politico, afferente a chi si sente di destra. Non è così.
Il centrodestra a Bologna è nominalmente al 20–22%.
invece, la critica a come Lepore gestisce unilateralmente la cosa pubblica, anche in sfregio al suo stesso partito, è molto, molto più ampia e interessa tutta la città, compresa una larga parte dell’elettorato di centrosinistra. In particolare la parte più produttiva: chi ha famiglia, chi lavora, chi la città la vive davvero.
È questo mondo che sto cercando di unire, facendo da pontiere affinché si organizzi e presenti una proposta seria e credibile alle prossime elezioni, senza né personalismi né secondi fini. Senza bandiere di partito. Uniti solo dalle idee e dall’interesse nell’avere una città democratica e ben amministrata. Dobbiamo provarci.
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In futuro capiremo chi, tra gli attuali candidati alternativi a Lepore, ha a cuore la città e chi, invece, ha altri scopi.
Io sono fiducioso e credo che tutti convergeremo in un’unica coalizione. Non un compromesso al ribasso, ma un patto civico su ciò che è condiviso e che ci unisce.







