JollyTime è diventato, nel bene e nel male, il simbolo di un vuoto lasciato dalle istituzioni.
È da oltre un anno una “star” di Instagram, un po’ perché ha un gran coraggio, un po’ perché è insolito vedere un “ragazzone” nigeriano di 190 cm battersi contro lo spaccio e il consumo di droga.
Si può discutere sul metodo. Esporre i volti di persone con problemi di tossicodipendenza sui social è una pratica che non approvo e non dovrebbe spettare a un singolo cittadino intervenire in prima persona per affrontare situazioni di degrado e microcriminalità.
Ma se oggi Jolly sente il bisogno di agire in questo modo, è perché la politica locale ha evidentemente fallito.
Lui inizialmente voleva solo giocare a basket ai Giardini Fava. L’ho conosciuto ed è una persona buona e sincera che crede in quello che fa.
Il sindaco inizialmente via social lo sfruttò politicamente come simbolo di integrazione, fino a quando non iniziò a denunciare ciò che non andava al parco. Da lì in poi black out.
In questa città, se critichi chi governa, sei fuori da tutto.
Un parco pubblico dovrebbe essere curato, sicuro e pienamente fruibile da tutti, non un luogo percepito come terra di nessuno.
Abbiamo un Regolamento di Polizia Urbana e dovrebbe essere fatto rispettare dalle
forze della Municipale che però sono sotto organico, sottofinanziate e non adeguatamente formate. Queste sono scelte politiche.
Ieri Jolly (alias Omo) ha tentato di allontanare alcuni suoi connazionali nigeriani dal parco, i quali non avevano buone intenzioni. Gli hanno rotto un polso e dovrà operarsi.
Mi ha fatto male vederlo piangere seduto al pronto soccorso.
Gli auguro una pronta guarigione e gli esprimo la mia massima solidarietà.
E lo ripeto: non dovrebbe essere lui, in stile Batman, ad allontanare le persone che fanno del parco un uso inopportuno, dovrebbe farlo la pubblica amministrazione. Faremo di tutto per cambiare le cose.






