Le foto, i titoli/sottotitoli e la manipolazione cognitiva

La comunicazione è semiotica: sono i dettagli, i simboli e i segni a costruire la percezione della realtà.

Ieri ho partecipato a un evento di Noi Moderati. Sono stato invitato in quanto fondatore di una lista civica per le prossime elezioni comunali. Sarei andato anche se mi avessero invitato AVS, il PD o Calenda. Ho accettato perchè credo che si debba dialogare con tutti e saper ascoltare più voci, cosa che il nostro sindaco non fa mai.

Nel mio intervento ho detto con chiarezza che il percorso di Uniti per Bologna e del polo civico che sta nascendo è distinto da quello dei partiti e che non faremo un’alleanza né con il centrodestra né con il centrosinistra.

Pensiamo che nella società civile ci siano le forze, la volontà e le capacità per costruire un’alternativa al sindaco e alla sua corte, che si stanno spartendo Bologna riducendola nello stato in cui è. Il nostro schema, concentrato sulla partecipazione di tutta la città e libero dai cappelli dei partiti, è L’UNICO CHE PUÒ VINCERE E CAMBIARE LE COSE.

Insieme a me c’era anche il candidato civico Alberto Zanni. Lo vedete qui sotto nella foto di un quotidiano, con un bel controluce intorno al capo e uno sguardo rilassato. Al fianco ci sono io, in ombra e “smustato”, con la bocca aperta, gli occhi cerchiati di viola e l’espressione sofferente. Accade da 3 mesi e stavolta non mi è neanche andata male. Eppure se vedete il servizio di èTV di ieri non era quello il mio volto.

Solitamente le mie foto oscillano tra modalità “sguardo da serial killer” e modalità “malattia”. Poco importa, ma perché? Non accadeva prima della mia esposizione politica.

In un altro quotidiano il sottotitolo alla notizia non è: “Tra gli invitati all’incontro di Noi Moderati Giovanni Favia e Alberto Zanni”, ma: “Al congresso di Noi Moderati spunta l’ex grillino”. Allora vado in confusione e non capisco se sono un fungo che spunta oppure un ex piccolo insettino verde.

Infine, sopra la mia immagine, il leader di Fratelli d’Italia che dichiara: “Puntiamo su un civico”.

Cosa capirà secondo voi la gente che ormai invece di leggere gli articoli si ferma solo a guardare le anteprime?

Il servizio di èTV

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